Ophrys bertolonii Moretti

  • Nome comune: Ofride di Bertoloni
  • Famiglia: Orchidaceae
  • Provenienza: Distribuzione centro-mediterranea. Distribuzione mal definita, a causa della confusione con le entità affini; nella sua forma più tipica è presente in Italia, nella ex Yugoslavia dall’Istria al Montenegro, e nell’Isola di Corfù (Grecia). È presente nei pascoli magri, garighe, cespuglieti e terreni sassosi, fino a 1000 m di altitudine, su suolo calcareo asciutto o relativamente umido. È presente in Emilia Romagna, nell’Italia centrale e meridionale ed in Sicilia.
  • Tipo corologico: Steno - Medit. - Occid.
  • forma biologica: G bulb
  • Periodo fioritura: Apr. - Mag.

Pianta erbacea alta 15-40 cm.
Foglie inferiori oblungo-lanceolate, formanti una rosetta, quelle superiori erette e guainanti il fusto. 
Infiorescenza lassa, formata da 2-8 fiori. Brattee di colore verde chiaro, molto più lunghe dell’ovario. Sepali ovato-lanceolati, concavi, generalmente rosei con una venatura mediana verde, più raramente biancastri o rossastri, i laterali opposti, il mediano variamente curvato in avanti o piegato all’indietro. Petali piuttosto allungati, lineari-lanceolati, rosei o porporini, con margine più scuro e ciliato. Labello intero, oppure trilobo con lobi laterali molto più piccoli di quello mediano, a forma di sella, chiaramente depresso al centro, ricoperto da una peluria densa di colore bruno-nerastro, con una larga macchia lucida, spesso a forma di scudo, violacea con riflessi bluastri, talvolta contornata da un margine chiaro; questa macchia è chiaramente spostata verso l’apice; appendice apicale giallo-verdastra, ottusa, incurvata verso l’alto. Colonna slanciata, con apice corto ed acuto. Il meccanismo di impollinazione delle orchidee del genereOphrys è basato sull’emissione di sostanze volatili (feromoni) in grado di esercitare una forte attrazione sessuale sui maschi di alcune specie di Imenotteri. Questi ultimi, ulteriormente sollecitati da stimoli tattili e visivi, nel vano tentativo di accoppiarsi con i fiori scambiati per le femmine della loro specie, asportano i pollinii che trasferiranno poi ad un altro fiore in un altro tentativo di accoppiamento.

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