Pistacia lentiscus L.

  • Nome comune: Lentisco
  • Famiglia: ANACARDIACEAE
  • Tipo corologico: Stenomedit.
  • forma biologica: P caesp (P scap)
  • Periodo fioritura: Mar. - Mag.

Pianta sempreverde a portamento arbustivo, raramente arboreo. Foglie alterne, di colore verde cupo, imparipennate. Fiori unisessuali, i femminili verdi, i maschili vistosi per la presenza di stami di colore rosso vivo. Frutto: drupa globosa, carnosa e rossastra, nera a maturità.

Il Lentisco è una pianta sempreverde a portamento arbustivo, tipica componente della macchia mediterranea, che vegeta dal livello del mare fino a 600 m di quota. Le foglie sono alterne, di colore verde cupo, composte da 6-10 segmenti. I fiori sono unisessuali, i femminili verdi, i maschili vistosi per la presenza di stami di colore rosso vivo. Il frutto è una drupa globosa, carnosa e rossastra, nera a maturità.

I principi tintori, flavononi (quercitina, miricetina, canferolo) e tannini, risiedono nelle foglie e nelle radici, con tinte di tonalità verdi o gialle (foglie) o rosse (radici).

In Sardegna la specie veniva utilizzata per tingere lane e tessuti nei toni del giallo con un decotto di foglie, in rosso con le radici, in rosso cupo con un decotto di una miscela di germogli di rovo, lentisco, carrubo, scorza di tasso, noci fresche, aceto, cenere e ocre particolari, ed infine in nero con ramoscelli di lentisco e cenere.

Nell’isola di Chios (Grecia), incidendone in estate il fusto secondo un antico procedimento artigianale, da millenni si usa raccogliere in gocce una pregiatissima resina naturale conosciuta come Mastice di Chio. In questa resina, sciolta molto lentamente in essenza di trementina, vengono dispersi i pigmenti, ottenendo dei colori a vernice ideali per lavori di ritocco e restauro di dipinti su tela.

Dai frutti del lentisco si ricava un olio utilizzato da tempo immemore come succedaneo dell’olio di oliva per scopo alimentare, per la produzione dei saponi e come combustibile per l’illuminazione. L’utilizzo dell’olio di lentisco ha origini antichissime, Plinio il Vecchio nell’opera Naturalis Historiae ne raccomandava l’impiego per la tintura dei capelli in rosso.

Corteccia, foglie e galle contengono molto tannino e rappresentano una materia prima importante anche per la concia delle pelli e del cuoio, mentre gli Arabi con i rami flessibili confezionano cesti e panieri.

 

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