Sambucus nigra L.

  • Nome comune: Sambuco nero, Sambuco comune, Sambuco nostrale
  • Famiglia: CAPRIFOLIACEAE
  • Provenienza: Originario dell’Europa e delle regioni asiatiche del Caucaso; in Italia è diffuso in tutte le regioni, dal piano fino alla quota di 1000 m.
  • Tipo corologico: Europeo - Caucas.
  • forma biologica: P caesp
  • Periodo fioritura: Apr. - Giu.

Arbusto con fusti molto ramificati i cui i rami giovani, verdi, contengono un midollo bianco ed elastico, i maturi grigio-brunastri; foglie imparipennate a segmenti dentati. Fiori bianchi in corimbi. Frutto: bacca nera.

Il Sambuco nero vive in boschi umidi, in ambienti ruderali e necessita di suoli profondi e ricchi di nutrienti. Si comporta da "infestante" negli ambienti più antropizzati ed urbanizzati.

Originario dell’Europa e delle regioni asiatiche del Caucaso, in Italia è diffuso in tutte le regioni, dal piano fino alla quota di 1000 m.

è un arbusto con rami molto ramificati, formanti una chioma espansa ed irregolare. Le foglie sono opposte, composte da 5-7 segmenti (imparipennate) con i margini dentati, di un colore verde scuro sulla pagina superiore e più chiare e leggermente pelose su quella inferiore. I fiori sono piccoli, riuniti in infiorescenze ad ombrella, profumati, con petali color bianco avorio, il frutto è una drupa di colore nero-violaceo e lucido.

è una pianta tintoria ed i principali principi coloranti sono i flavonoidi (rutina e quercitina) e gli antociani. Particolarità del sambuco è che si possono ottenere colori differenti utilizzando parti diverse della pianta: il marrone scuro dalla corteccia trattata con un mordente a base di ferro, il verde dalle foglie trattate con un mordente a base di allume, il blu ed il lilla dai fiori, mentre i frutti forniscono una colorazione viola in presenza di allume, che vira verso il lilla se all’allume si aggiunge sale da cucina.I frutti, ricchi di antociani, tingono i tessuti di un bel lilla, ma la tinta risultante è debole alla luce.

Erano chiamati succus o jotta gli estratti vegetali colorati, ricavati direttamente dalle piante senza particolari trattamenti (es. per spremitura), impiegati dai miniatori medievali; il succus sambuci era il succus blu ottenuto dai frutti del sambuco nero.

In Sardegna si usava tingere i filati di celeste usando i frutti maturi, di lilla e turchino usando insieme frutti, foglie e fiori. In Abruzzo i frutti del Sambuco venivano utilizzati, in alcuni paesi del versante occidentale dei Monti della Laga, per colorare in rosso il sidro ottenuto dalla fermentazione delle mele selvatiche.

La pianta, che fiorisce da aprile a giugno, è moderatamente allergenica, ed ha alcune proprietà officinali: i fiori e la corteccia sono utilizzati per alleviare le infiammazioni agli occhi, la corteccia grattugiata è utilizzata per distorsioni, scottature ed emorroidi.

I fiori essiccati si utilizzano per aromatizzare il vino bianco e con i frutti maturi si fanno delle marmellate, leggermente lassative.

Il fusto flessibile del Sambuco nero veniva utilizzato dai Romani per costruire una sorta di catapulta da guerra; i Greci fabbricavano con i suoi rami, svuotati del midollo, uno strumento musicale chiamato 'sambuke'.

Nella zona di Acquapendente (VT) i bambini ne usavano il fusto cavo per realizzare lo 'schioppo', un piccolo fucile che, comprimendo l'aria, faceva saltare un tappo di sughero legato con un cordino.

 

Erba amara, antinfiammatoria, diuretica, usata in caso di influenze, infiammazioni cutanee ed anche per piccole scottature.

Dal greco sambyke, strumento musicale costruito col suo legno cavo.

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