Saponaria officinalis L.

  • Nome comune: Saponaria
  • Famiglia: CARYOPHYLLACEAE
  • Tipo corologico: Eurosiber.
  • forma biologica: H scap
  • Periodo fioritura: Giu. - Ago.

Erba perenne con foglie trinervie, sessili, opposte, lanceolate con margine intero. Fiori vistosi, rosa, riuniti in cime alla sommità degli steli. Frutto: capsula.

Pianta erbacea perenne, Saponaria officinalis è provvista di un rizoma strisciante, ramificato, di colore bruno rossastro. Diffusa in tutta l'Europa continentale, in Italia è molto comune ed è presente in tutto il territorio.

Deve il suo nome al fatto che le foglie e le radici, sbattute nell'acqua, formano una schiuma detergente come il sapone, talmente efficace che in alcune regioni ancora oggi si usa un decotto della pianta per lavare pizzi, ricami, tessuti in seta e filati. Cinque secoli prima di Cristo già si parlava della saponaria per sgrassare la lana che le popolazioni nomadi dell'Asia impiegavano per tessere i loro famosi tappeti, dopo averla tinta con fiori, foglie o bacche. Era coltivata anche nel Medioevo per il suo efficace potere detergente.

Nelle pratiche tintorie veniva invece impiegata unitamente all’edera (Hedera helix), ed il decotto ottenuto dalle foglie di queste due piante trovava impiego per colorare di scuro gli indumenti di lana o per mantenerli tali. Usata da sola tinge i tessuti di un colore giallo chiaro.

Un decotto di saponaria, ottenuto facendo bollire le diverse parti della pianta in acqua, è adatto a ridare splendore a tessuti i cui colori siano stati offuscati dal tempo. Il suo rizoma raccolto in autunno serviva per lavare la lana o per confezionare rudimentali paste dentifrice. Un decotto ottenuto ponendo a bollire per 30 minuti 30 g di radice in tre litri d'acqua, dopo essere stato filtrato, può venir usato come shampoo rinforzante per capelli fragili e sfibrati o per detergere le pelli delicate.

Ha molte proprietà terapeutiche: è diuretica, sudorifera, depurativa ed espettorante. 

Erba diuretica, lassativa, espettorante, che depura l’organismo e stimola il fegato.

Dal latino sapo (= sapone) per un succo mucillaginoso, presente in alcune specie, che contiene saponine e in acqua forma schiuma.

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