Costone roccioso

Con il termine Costone roccioso è denominata una parete scoscesa di travertino e tufo rosso che delimita verso sud l’area pianeggiante del Deserto. Il sito mostra caratteristiche microclimatiche e pedologiche del tutto peculiari: esposizione a meridione, totale riparo dai freddi venti settentrionali, scarso ristagno idrico. Si tratta della zona più calda dell’Orto Botanico, dove si raggiungono anche in inverno temperature massime piuttosto elevate e si registrano forti escursioni termiche giornaliere.

Date queste particolari condizioni, l’area ospita specie di piccola taglia, come piccoli cactus globosi, collocate in cavità naturali o manualmente scavate nella roccia. Negli anni queste specie, perfettamente acclimatate, hanno impreziosito la già suggestiva parete rocciosa, dando vita ad un’impresa unica nel suo genere. Molte di esse non solo sopravvivono ai rigori invernali, ma si accrescono molto velocemente, dando vita ad  esemplari “arborescenti” e “monumentali”.

 I primi esemplari vennero messi a dimora negli anni 1995 e 1996, nel 2002 la collezione fu arricchita con l’introduzione di oltre un centinaio di piante, con ottimi risultati di attecchimento, ed ulteriormente incrementata nel 2012 e nel 2014. Centinaia sono oggi gli esemplari di Cactaceae dei generi Mammillaria, Stenocactus, Echinocactus, Ferocactus, Turbinicarpus, Astrophytum, Hamatocactus, Echinocereus, e specie rare come Turbinicarpus valdezianus (M.Moller) Glass & R.A.Foster e Pelecyphora aselliformis Ehrenb. Alcune specie, particolarmente ben acclimatate, arrivavano a propagarsi spontaneamente da seme: è il caso di Agave victoriae-reginae T. Moore e di Dasylirion serratifolium (Kaw. ex Schult. f.) Zucc.; quest'ultima, inizialmente presente con un paio di esemplari adulti, attualmente presenta decine di piante che caratterizzano fortemente l’intera collezione.

Le piante provengono da collezioni private, da semi raccolti in natura (Messico) ed in parte propagate presso l’Orto Botanico, non vengono irrigate né concimate, non subiscono trapianti né trattamenti antiparassitari e non sono sottoposte a protezione durante l’inverno; l’unica cura che ricevono consiste nell’eliminazione manuale delle erbacee spontanee indesiderate. Tale pratica, necessaria per garantire all’area un “aspetto arido”, è di fondamentale importanza per la sopravvivenza in quanto che non potrebbero competere con erbe, o peggio arbusti,  a rapida crescita.

Tali piante mostrarono di essere esenti da quelle infestazioni di parassiti (cocciniglie e acari) che invece caratterizzano gli esemplari coltivati in ambiente protetto (serra) ciò consente pertanto di evitare trattamenti antiparassitari.

L’Orto Botanico accoglie una ricca collezione di piante succulente (“piante grasse”) articolata in diverse sezioni distinte in base al tipo di gestione e alla collocazione; oltre al Costone Roccioso, altre succulente sono ospitate nella Serra dei Patriarchi, nella Serra Astolfi e nel Deserto.