Prunus spinosa L.

  • Nome comune: Pruno selvatico,Prugnolo, Pruno spinoso
  • Famiglia: ROSACEAE
  • Provenienza: Pianta originaria dell’Asia settentrionale e dell’Europa (alcuni autori sostengono una sua naturalizzazione europea postuma). Diffuso in tutte le regioni italiane, come specie autoctona tipica delle siepi miste, dalla pianura fino a 1500 metri di quota.
  • Tipo corologico: Europeo-Caucas.
  • forma biologica: P caesp
  • Periodo fioritura: Mar. - Apr.

Arbusto o alberello perenne, caducifoglio, molto spinoso, le spine altro non sono che i rami laterali trasformati. Le foglie compaiono dopo i fiori, alterne, lanceolate, con margine crenato o dentato. Fiori ermafroditi, solitari su un corto peduncolo, biancastri con 5 petali bianchi e molti stami. Frutto: drupa sferica di colore blu-nerastro o viola-azzurro, pruinosa a maturità.

E' un arbusto alto fino a 4 metri, con foglie dal margine seghettato. I rami presentano delle spine dure e acuminate, che altro non sono che i rami laterali trasformati, ben visibili in inverno quando la pianta è priva di foglie. I fiori, bianchi, sbocciano tra febbraio e aprile prima delle foglie. Il frutto è una piccola prugna di colore tra il viola e il blu scuro, pruinosa a maturità.

Dalla scorza dei rami si ottiene, a seconda del mordente utilizzato, un pigmento giallo-arancione o bruno-rossastro, usato per tingere la lana, dai fiori e dai frutti un pigmento di colore verde. Dai frutti immaturi si ottiene un inchiostro per tingere in nero lana e lino.

La corteccia e i frutti immaturi sono eccellenti per conciare le pelli.

Pianta originaria dell’Europa e del Caucaso, è ampiamente diffusa nel nostro territorio dal mare alla zona montana (fino a 1600 m s.l.m.).

Particolarità del pruno selvatico è che si possono ottenere pigmenti differenti utilizzando parti diverse della pianta. Dalla scorza dei rami, ricca di tannino, che può essere raccolta tutto l’anno, si ottiene un pigmento bruno-rossastro, ma se la corteccia viene bollita con allume produce un colorante giallo-arancione, entrambi usati per tingere la lana. Dai fiori si può ottenere invece un pigmento di colore verde-oliva, utilizzando l’allume come ‘mordente’ (per fissare il colore). Anche le foglie possono fornire un colorante verde, mentre dai frutti, di colore nero-bluastro, si ricava una tinta grigio-scura. I frutti immaturi, aggiunti a solfato di ferro, danno un inchiostro e tingono in nero lana e lino. La bollitura delle foglie, infine, è ottima per conciare le pelli.

In Estremo Oriente il pruno, detto ‘albicocco giapponese’, è considerato il simbolo della primavera, della giovinezza, del rinnovamento e, grazie al candore dei suoi fiori, della purezza e dell'immortalità. 

 

 

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