Juglans regia L.

  • Nome comune: Noce, Noce comune
  • Famiglia: JUGLANDACEAE
  • Tipo corologico: SW-Asiat.
  • forma biologica: P scap
  • Periodo fioritura: Apr. - Giu.

Albero con fusto dritto e vigoroso. Foglie grandi, imparipennate, ellittico-lanceolate o obovate, a margine intero, pagina superiore verde scuro e inferiore più chiara. Fiori unisessuati, i maschili penduli e di colore verde bruno, i femminili bianco-grigiastri e ricurvi verso l’esterno. Frutti: pseudodrupe ovali o globose con epicarpo verde ricchissimo di tannino (mallo), endocarpo legnoso (noce) e seme (gheriglio) a 4 lobi.

Pianta economicamente importante per il valore del legno e per i semi commestibili. Contiene lo juglone, un principio tintorio; dal mallo era ottenuto un marrone scuro molto resistente ai lavaggi e alla luce del sole. 

Originario dell’Asia ed introdotto in Europa in epoca antichissima, il Noce è largamente diffuso e coltivato in tutta l’Europa centrale e meridionale sin dall’antichità. Albero piuttosto longevo, alto fino a 25 m, è naturalizzato in quasi tutte le regioni italiane dalla pianura fino a 1200 m. Ha foglie grandi, di colore verde scuro sulla pagina superiore e verde più chiaro su quella inferiore e fiori unisessuati, di colore verde-bruno i maschili  e bianco-giallastri i femminili. I frutti, solitari o a gruppi, sono pseudodrupe, ovali o globose, con un epicarpo carnoso (mallo) verde e ricco di tannino che avvolge un endocarpo legnoso marrone chiaro leggermente solcato (noce), proteggente a sua volta il seme (gheriglio) a 4 lobi, oleoso e commestibile.

Con la macerazione e decozione di foglie e frutti si ottengono tinture molto solide. Con malli verdi, senza bisogno di mordente, si tingono di marrone lana e seta; con i malli scuri si ottiene una tonalità più grigia. Con le foglie e il bicromato di potassio si tinge di beige, mentre con il solfato di ferro si ottiene un nero profondo e brillante, anche sul cotone.

Una tinta più scura si ottiene utilizzando con la stessa procedura il mallo del noce nero (Juglans nigra L.), che è una specie americana introdotta in Italia per la produzione di legno (noce canaletto).

La colorazione con mallo di noce fermentato è un’antica tecnica persiana, utilizzata per le lane destinate alla fabbricazione di tappeti.

Nel Medioevo invece sono le radici e la corteccia ad essere utilizzate per tingere in bruno e, cosa che era difficile nell’Europa medievale, in nero.

Il principio tintorio è lo juglone,un composto organico aromatico presente nelle radici, nella corteccia e nelle foglie degli alberi della famiglia Juglandaceae. In natura lo juglone si comporta da sostanza tossica, impedendo lo sviluppo di altre specie vegetali concorrenti al di sotto della chioma dei noci.

Il nome Juglans regia risale al periodo dell’antica Roma ed è legato alle parole Jupiter e Jovis, cioè a Giove, il padre di tutti gli Dei, e alla sua regalità nei confronti di tutte le altre divinità.

Le noci non ancora mature sono usate per la preparazione di un particolare liquore, il nocino, tradizionale nel Trentino.

 

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